Riflessione…

3 Febbraio, 2008 at 2:42 pm (Consigli, Critiche, Pareri, blog, web) (, , , , , , , , )

quadrifoglio.jpgPrima di tutto un GRAZIE a tutti coloro che hanno partecipato, e che spero continueranno a farlo, questo piccolo esperimento avrà bisogno di ancora un po’ di sostegno ;) Inoltre volevo sottolineare a tutti voi che, come avrete notato, la moderazione dei commenti è solo un banalissimo proforma e che nessuno di essi è stato minimamente modificato! :)

Direi di introdurre il secondo post, che nasce da una e-mail ricevuta da un’amica a proposito della natura del blog, e alla sua (chiamiamola così) interferenza con le relazioni interpersonali. Sintetizzando un po’ il suo pensiero, ciò che lei sostiene è:

  • le tipologie di blog che si trovano navigando sulla rete sono facilmente catalogabili in una serie, per giunta ristretta, di categorie;
  • il blog fa perdere il senso di intimità a favore di quello di condivisione;
  • vengono mortificati la conversazione faccia-a-faccia ed i momenti “da soli con noi stessi” a favore di una sorta di esibizionismo semplice, in quanto tutto ciò che bisogna fare è scrivere e schiacciare un pulsante, senza dover affrontare lo sguardo di qualcuno;
  • la quantità ha avuto il sopravvento sulla qualità.

(spero di aver sintetizzato bene, qualora avessi scritto qualcosa di impreciso sono ben accette le segnalazioni!).

Quindi da qui scaturisce la mia seconda domanda: in che modo il blog influisce sulla vita di tutti i giorni? Estranea veramente dalla realtà relegandoci in una dimensione più facile, o alimenta, invece, i rapporti interpersonali?

Avanti ragazzi, qui la situazione si fa interessante ;)

Ila Smile

P.S. continuate pure a rispondere anche al primo post, le discussioni ed i contributi non hanno mai limite! ;)

P.P.S. Leggete la mia risposta al commento di Claude, vi chiarirà il punto da centrare! ;)

10 Commenti

  1. Claude ha detto,

    Eccomi qui per il secondo post! ;)
    Dunque, il blog fa perdere un po’ il senso di intimità…sono d’accordo, penso sia un po’ tutto il carrozzone di internet ad aver avuto questo impatto sulla gente. Soprattutto, guardando blog di varia natura (dalla musica a quello della gazzetta dello sport) ho notato una cosa, che è la seguente: io ho visto molta più gente difendere strenuamente un concetto, avere “le palle” per così dire, diventare anche arroganti e fermi sul proprio punto, MOLTO più su un blog che nella “vita reale”. Ora, questo innanzitutto significa che la gente ha più palle quando non mostra la propria faccia, e su questo c’eravamo già da quando la gente ci dava i due di picche via messaggio e non face2face, ma riguardo al blog mi sentirei di dire un’altra cosa. Non solo la gente perde un po’ quel senso di intimità, ma si sente più tutelata dall’anonimato a “recitare la parte che vuole”, come la vuole, come viene, pregiudicando così la qualità di un discorso (spesso) a favore della quantità di parole. Siamo di fronte ad un mezzo “facile” per così dire, perfettamente in sintonia sia (positivamente) con chi ne vuole fare un buon uso, al fine di esporre le proprie idee in libertà, sia (negativamente) con chi non ha il coraggio (e la maturità?) di farlo nella vita reale, apportando spesso pochezza e volgarità ad una discussione. Spero di aver centrato il punto eh eh!
    Un bacione, buon lavoro e…al prossimo commento! ;)

  2. obiettivotesi ha detto,

    Vediamo…sì e no! Nel senso hai centrato il discorso “è un mezzo facile”, ma come dicevi tu qualunque mezzo di comunicazione mediata (così li chiamano i libri) a partire dal semplice telefono di casa, alle lettere, quindi prima ancora di internet e degli sms, portano ad essere più “spavaldi”, perché il faccia a faccia richiede più coraggio se vogliamo.
    Il passo ulteriore che vorrei fare io è cercare di capire se queste implicazioni MINANO oppure AGEVOLANO la vita “reale”. Rileggi e rileggete bene i punti elencati nel post, si parla più che altro del fatto che, una volta aperto un blog, non si senta più la necessità del parlare parlato (scusate il gioco di parole) e del “pochi ma buoni” ecc…ma inteso non solo nel momento specifico in cui SI USA il blog, ma anche fuori dal web, al lavoro, in famiglia, con gli amici…si è perso qualcosa dal momento che, a quanto pare, tutti raccontano i fatti propri online?
    Spero di essermi chiarita! :)
    Bacinolo!

    Ila

  3. Claude ha detto,

    Si in effetti non avevo centrato eheh! ;) No cmq a mio parere MINANO assolutamente la discussione o anche la semplice interazione nella vita “reale”! Riagganciandomi in parte a quanto ho già detto sopra, c’è già gente che di per sè non ha il coraggio o anche la correttezza di parlare assumendosi la responsabilità di quanto dice, e mezzi come il blog offrono campo ideale a una discussione il più delle volte effimera. Con ciò non voglio dire che sono mezzi totalmente negativi, affatto, dico solo che se si parla di “raffreddamento” dei rapporti intrapersonali, ahimè i blog concorrono a peggiorare ulteriormente un mondo dove già la gente sembra fuggire il calore di uno scambio di opinioni, o più semplicemente, del contatto tra esseri umani.
    Chiedo scusa, so di essere un po’ retorico eheh! :)
    Bacioni!!!
    C.

  4. obiettivotesi ha detto,

    Rispetto l’opinione.
    Attendo cmq pareri di chi alla realtà del blog è più vicino.

    Ila

  5. Andrea ha detto,

    Ciao, rieccomi :-) Secondo me il blog, essendo l’ennesima forma di comunicazione telematica come lo sono il telefono, il cellulare con gli sms ed internet in generale, abbatte il “muro” del faccia a faccia. Quindi se uno deve dire cose personali lo fa lasciando da parte una frazione più o meno grande della propria “timidezza” o riluttanza nell’esprimere certi pareri/concetti. Detto questo cercherò di rispondere ai punti sintetizzati nel post

    1) E’ vero. Il mio per esempio è un blog prettamente “fotografico”, così come per un altro potrebbe essere di politica o sul tempo libero. Ovviamente ognuno è più o meno specializzato/appassionato su certi argomenti e se vuole condividere le proprie conoscenze o esperienze cercherà di puntare sulla sua “specializzazione”. Un blog generico che parla di tutto e di più non avrà mai un grande appeal secondo la mia opinione.

    2) Vero, ma non lo vedo come un punto negativo. Se uno cerca l’intimità non lo fa andando su internet. Mi sembra una mancanza di coerenza. Anche se un blog fosse tenuto per pochi amici intimi, il solo fatto di crearlo implica condivisione. ;-) Quindi ben vanga un contesto differente per trovare l’intimità.

    3) Vero che non si deve affrontare lo sguardo di nessuno e qui mi riconduco alla mia premessa. Però ripeto che l’aspetto di mettere online le proprie conoscenze/esperienze/notizie è la risposta al volerle condividere con gli altri in maniera più o meno ampia, intesa come quantità di persone che leggono il blog. Scrivere del testo e pubblicarlo è per me un piacere, soprattutto se il contenuto viene letto ed apprezzato: è una parte del mio tempo libero che mi so godere. I lettori potranno poi intervenire coi loro commenti così come accade in questo blog. Chiaramente non avremo mai rapporti molto personali in questo contesto, anche se ci sarà interazione…così come con gli sms e, in parte, una telefonata; ma una persona non vive di sola internet, o almeno così mi auguro, e per fortuna che ci sono gli amici, no?

    4) Su questo in generale posso dirti che è vero, però alla fine se un blog è di qualità avrà sempre tante visite e quel che più conta si creerà un pubblico fisso. Un blog che punta sulla quantità avrà anche molte visite, ma saranno solo occassionali e quindi poco “saporite”, non farà mai centro per davvero. Diverse volte sono andato su siti in cui ci sono elenchi di blog tematici. E quello che puntualmente noto è che molti di quelli più visitati lo sono solo perché l’autore si muove su mille fronti, andando a fare commenti qua e la a caso solo per ricevere una visita in cambio! Poi il nulla…Ho provato a visitarne alcuni ed erano sinceramente orribili.

    La mia esperienza al riguardo mi porta, in sintesi, a dire che:

    1) Il blog non mina i rapporti personali, poiché questi vanno cercati *principalmente* in altro contesto, certamente più intimo ed adeguato
    2) Il blog, se tenuto in maniera coscienziosa, contribuisce a migliorare le proprie abilità nella comunicazione e da grandi soddisfazioni.

    Sono stato troppo lungo e noioso?Pardon! ;-)

    Andrea

  6. obiettivotesi ha detto,

    Nono Andrea,
    lungo ed esauriente!
    Ho tanto bisogno di pareri di “blogger” e ti ringrazio di offrirmi ( e se vorrai continuare a farlo) il tuo contributo!
    Metti tutto sul conto di Buccia!! :P

    Ilaria

  7. Giulia ha detto,

    Ciao Ila! finalmente riesco a scrivere il mio parere sui blooog evvai!
    allora come premessa ci tenevo a dirti che mi fa moooolto ma moooolto piacere che la tua tesi sul 2.0 non sia solamente “tecnica” ma che in parte affronti anche un discorso “sociologico” , ovvero non solo come funzioni il web 2.0 ma anche i cambiamenti sociali che comporta.
    Sul discorso strettamente riferito al blog mi sembra che tu abbia ricevuto abbastanza spunti dagli altri commenti, mentre io ti consiglierei di buttare un occhio su un altro sito, Facebook.
    cos’ha di diverso dagli altri siti basati sul 2.0?allora myspace principalmente viene utilizzato da persone x far conoscere a + gente possibile i propri lavori (band, fotografi, poeti, scrittori e + ne ha + ne metta), quindi si aggiungono amicizie a caso senza conoscersi solo per far girare il + possibile il proprio nome con lo scopo di farsi pubblicità; in sostanza è un altro mezzo (molto + immediato e veloce) di “farsi conoscere”.
    badoo, netlog, & affini nascono come chat per incontri, quindi hai il tuo profilo con le foto e vuoi che la gente ti commenti xkè in sostanza speri di beccare da qualche parte (mediamente xkè non becchi nella vita reale o perchè sei estremamente narcisista).
    Facebook invece (non so se lo conosci o se ci sei iscritta) ha alla base un concetto diverso: nasce come modo per tenersi sempre in contatto con persone che però CONOSCI nella realtà. In sostanza permette di mantenere rapporti sociali e di sapere come stanno i tuoi amici senza doverli chiamare o sentire ogni giorno. Tu hai il tuo profilo (tu come persona, non gruppo o scrittore o fotografo etc) con le tue foto, i tuoi dati, la tua mail etc; puoi aggiungere album di foto e taggare i tuoi amici nelle foto. E qui viene il bello, i tuoi amici. Inizialmente li cerchi importando i tuoi contatti mail,e quindi mediamente (a meno che tu dia la tua mail a chiunque) sono persone che conosci. Io da quando mi sono iscritta ad un mese fa l’ho sempre utilizzato così….finchè sono arrivata a Londra. Sei a una serata e scambi 2 ma dico 2 parole con una persona?”ah dai bella aggiungimi a facebook!”
    ho aggiunto questa ragazza e mi è venuto fuori che ha tipo 726 amici!!ovviamente è impossibile che tutte queste persone siano veramente suoi amici, però + amici hai su facebook e + sei figo. Quindi spesso aggiungono persone che non conoscono, o che sono amici di amici di amici che hanno visto magari ad una festa ma con cui non hanno nemmeno parlato. In + ovviamente a questi amici devono “dimostrare” di essere fighi: inizia il balletto delle foto in discoteca fatte a caso con gente a caso (sono qui da neanche 3 settimane e penso che mi sia stato chiesto di fare foto con sconosciuti o semisconosciuti almeno una decina di volte).
    Però qui capisci che se uno ha tutti questi amici su un sito ci deve stare dietro, (questa ragazza ha risposto a qualcosa come 2000 messaggi wall to wall)e per forza di cose ti occupa tempo,ovviamente tolto dai momenti di relax che potrebbero invece essere utilizzati x uscire e per vedere gli AMICI VERI, NELLA REALTA’, per fare esperienze VERE.
    in sostanza riassumendo un po’(mi son resa conto di aver scritto un panegirico) i presupposti con cui è nato il web 2.0 secondo me sono favolosi (immediatezza, essere sempre in contatto, poter far arrivare il proprio messaggio a tantissime persone senza distinzioni di sesso, età, classe sociale etc) ma a mio parere ultimamente se ne sta abusando troppo, xkè come diceva qualcuno (mi sembra claude) l’anonimato che dà internet rende + forti, e a molti la vita “finta” online che si sono costruiti (vedi i 726 amici di facebook) piace + di quella vera, di cui probabilmente hanno paura perchè per forza di cose presuppone il confronto e il mettersi in gioco totalmente.

    Spero che il mio parere possa servirti a qualcosa!in bocca al lupo x la tesi!
    bacini londinesi

    Giulia

  8. sempre pix ha detto,

    riecchime! eh eh
    vado dritto al nocciolo della questione: il blog secondo la mia opinione non include l’opportunità di ampliare la propria visione su questioni e comportamenti, quindi può dare spunto per conversazioni anche al di fuori del mondo virtuale. Poi dipende sempre da come uno lo prende e da cosa si vuole esprimere e con che forza. Io personalmente non riuscirei sempre ad esprimere pienamente il mio parere, ma ho comunque l’opportunità di lanciare un’opinione. In questo senso è un’arma a doppio taglio.
    Per ulteriori delucidazioni (nel caso, APPUNTO, non mi sia fatto capire pienamente), sono a tua disposizione eh eh
    baci

  9. sempre pix ha detto,

    scusami, c’è un errore: il blog INCLUDE (togli il “non”)

  10. obiettivotesi ha detto,

    Inizierei con un…..Bella Pix!!! ;)

    Direi che il più del commento l’ho capito, eheh!
    Nel senso, i punti di riflessione di un blog possono essere (ri)portati nella vita “vera” se non ho capito male. Dunque penso tu ti riferisca al discorso della perdita di intimità…è un aspetto che non avevo considerato, se ho capito bene dici che un blog può dare punto ad una riflessione perché puoi trovare pareri differenti ai tuoi su cui ragionare! Interessssante!!!

    Ecco il discorso sull’ “arma a doppio taglio” non l’ho..ehm..molto capito eheh!
    Se hai voglia di rispiegarlo, perché mi sa di succulento! ;)

    Ila

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